Il TFR destinato al Fondo di Tesoreria INPS mantiene natura retributiva e il lavoratore ha diritto all'insinuazione al passivo

ottobre 19, 2026

"In presenza di datore di lavoro assoggettato a liquidazione giudiziale, il lavoratore è legittimato a domandare l’ammissione al passivo per le quote di TFR maturate dopo l’1 gennaio 2007 e non versate al Fondo di tesoreria; il datore di lavoro non può essere qualificato mero "adiectus solutionis causa", ma conserva la titolarità passiva dell’obbligazione di corrispondere il TFR".

Con la Sentenza n. 26356 del 7 ottobre 2026, le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale in materia di Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e Fondo di Tesoreria INPS. La Suprema Corte ha stabilito che le quote di TFR che il datore di lavoro avrebbe dovuto versare al Fondo di Tesoreria (di cui all'art. 1, comma 755, della Legge n. 296/2006) e che non sono state effettivamente accreditate conservano la loro natura retributiva.

Di conseguenza, in caso di fallimento o liquidazione giudiziale dell'azienda, il lavoratore ha il diritto di insinuare al passivo fallimentare il proprio credito per le quote di TFR non versate dall'impresa al Fondo dell'INPS, beneficiando del privilegio generale sui beni mobili ex art. 2751-bis n. 1 c.c.

I punti di diritto fissati dalle Sezioni Unite

  • Natura del credito: Il TFR maturato dal lavoratore mantiene la propria natura di retribuzione differita anche nell'ipotesi in cui sussista l'obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS per le aziende con almeno 50 dipendenti.
  • Legittimazione del lavoratore all'insinuazione al passivo: L'omesso versamento delle quote da parte del datore di lavoro non trasferisce in via esclusiva all'INPS la titolarità della pretesa creditoria nella procedura concorsuale. Il lavoratore resta, pertanto, il titolare del diritto di credito nei confronti del datore di lavoro inadempiente.
  • Titolarità della garanzia del Fondo di Garanzia INPS: Il riconoscimento del credito in capo al lavoratore garantisce a quest'ultimo l'accesso alla tutela del Fondo di Garanzia dell'INPS in caso di insolvenza datoriale, evitando che il mancato versamento aziendale pregiudichi l'effettiva percezione della liquidazione.

Implicazioni operative.

La decisione delle Sezioni Unite fornisce una linea guida definitiva per la gestione delle insinuazioni al passivo fallimentare. I curatori dovranno ammettere allo stato passivo i crediti dei lavoratori per TFR non versato alla Tesoreria con il privilegio di legge, definendo chiaramente i rapporti tra l'insinuazione del lavoratore e le eventuali pretese di rivalsa dell'Istituto di previdenza.